ESSERE RAGAZZE IN AFGHANISTAN
AFGHANISTAN, IL CROCEVIA DELLA GUERRA
BREVE STORIA DELL'AFGHANISTAN
AFGHANISTAN, RICOSTRUZIONE E CULTURA
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BREVE STORIA DELL'AFGHANISTAN
Un saggio di E. Giunchi uscito per Carocci
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Lunedi' 2 Aprile 2007
Elisa Giunchi
AFGHANISTAN
Storia e società nel cuore dell'Asia
Carocci 2007
euro 13,50
Quality paperbacks
Pp: 149
Un saggio serio e documentato appena uscito per Carocci e firmato da Elisa Giunchi, una delle nostre migliori studiose di vicende afgane. “Afghanistan. Storia e società nel cuore dell'Asia” parte dalla nascita dell'Afghanistan moderno che comincia con l'apparizione sulla scena di Ahmad, pashtun della tribù popolzai, nominato nel 1747 da una loya jirga reggente di una confederazione. E’ in effetti il personaggio simbolo del primo regno veramente afgano che si estende dal Khorasan all’India e dall’Amu Darya all’Oceano indiano. Ahmad Shah, che prende il nome di Durrani (durr-i durran, “perla dell'islam”), ha un potere fortemente limitato da quello delle tribù ma segna di fatto la nascita dell’Afghanistan in quanto tale, anche se le frontiere di quello che conosciamo saranno disegnate solo all’inizio del XX secolo con Habibullah e soprattutto col figlio Amanullah. La sua capitale era Kandahar luogo, sino al 2001, del potere talebano e adesso scenario del sequestro di Daniele Mastrogiacomo. Ma il pregio del libro di Giunchi, oltre ad essere un manuale di rapida consultazione ben documentato in tempi di grande approssimazione, sta nel tentativo di andar oltre la semplice cronaca. E tra l'altro di individuare proprio i meccanismi che regolano la proprietà fondiaria e il tentativo, mai riuscito, di riformarla. Un'analisi che mancava, almeno in Italia, è che aiuta a capire come va quel mondo lontano. “Il mio obiettivo – scrive – è quello di mettere in luce alcuni elementi ricorrenti nella storia afgana e i loro legami con la struttura sociale e religiosa del paese, così come i cambiamenti avvenuti per effetto di dinamiche interne e di interferenze esterne in una società solo apparentemente immobile. Si spera così di dare coerenza e significato ai dilemmi e ai problemi che accompagnano la ridefinizione politica iniziata nel paese con la disfatta talibana, nell'autunno del 2001”. Riflessione necessaria
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