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EMERGENCY, "AFGANA" CHIEDE INTERVENTO RAPPRESENTANTE UE E CHIAREZZA SU RUOLO NATO 12/4/10

AFGANA/ DL MISSIONI, ACCOGLIMENTO ODG SENATO 24/2/10

CAMERA ODG AFGHANISTAN SU "AFGANA" 9/2/10

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THE COST OF WAR 21/11/09

AFGANA.ORG, OP/ED AND REPORT /RESOCONTI E COMMENTI 28/7/09

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AFGHANISTAN, EXIT STRATEGY. MA PER LE ONG 18/2/09

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DECRETO MISSIONI, LA MEZZA VITTORIA DELLA SOCIETA' CIVILE (com.stampa di Afgana) 20/1/09

DECRETO MISSIONI, LA MEZZA VITTORIA DELLA SOCIETA' CIVILE (com.stampa di Afgana) 20/1/09

Il governo rivede il testo del Decreto legge 209 di proroga alla partecipazione italiana alle Missioni internazionali e reintegra 45 milioni di euro. Un successo della società civile e della battaglia parlamentare. Che non basta

Martedi' 20 Gennaio 2009


Www.afgana.org
Roma 20 gennaio 2009

COMUNICATO STAMPA

DECRETO MISSIONI, LA MEZZA VITTORIA DELLA SOCIETA' CIVILE

Roma - Con soddisfazione la rete di “Afgana”, il network di associazioni, Ong, ricercatori e cittadini che seguono con attenzione le sorti di un paese che ci vede molto coinvolti, apprende che, secondo quanto riportato dal sito del Partito democratico, il governo avrebbe modificato il testo del Decreto legge 209 di proroga alla partecipazione italiana alle Missioni internazionali. Il nuovo testo prevederebbe, per le attività di cooperazione civile, uno stanziamento di 45 milioni di euro per i prossimi sei mesi. Benché si tratti di meno della metà della cifra “tagliata” in prima stesura (il DL prevedeva altre sì, incrementandoli, solo fondi a disposizione della componente militare), è evidente che si tratta di un importante successo e che questo risultato si deve, ancor prima che alla battaglia parlamentare, necessaria e ineludibile, alla mobilitazione della società civile italiana: associazioni, Ong, cittadini, operatori umanitari. E ovviamente alle critiche dei parlamentari dell'opposizione ma anche di parte della maggioranza di governo, intervenuti con forza per porre rimedio a questo inaccettabile “taglio” che non riguardava solo le risorse finanziarie, ma che annullava anche il ruolo fondamentale della Cooperazione civile. Delegando, questa la vera novità, solo ai “comandi militari” gli interventi di assistenza alle popolazioni in stato di necessità.
Ma il risultato di oggi, un successo della mobilitazione della società civile quando si muove unita, decisa e compatta resta però una vittoria parziale: come auspicato da molti soggetti, oggi diviene più forte e netta la necessità di procedere in una discussione ampia e senza pregiudizi tesa a fare chiarezza, riconsiderare i mandati e la distinzione di compiti, riproporre i “principi umanitari” come fulcro nell’azione umanitaria. Riproponendo il dibattito sul tema della cooperazione civile-militare.
La mobilitazione ha reso possibile il recupero di alcune risorse indispensabili per la realizzazione di interventi di cooperazione internazionale. E’ necessario e urgente recuperare anche la chiarezza, la dignità, il rispetto dell’azione umanitaria e dei principi che ne sono il fondamento. Ciò è tanto più vero in Afghanistan dove sono presenti oltre duemila soldati italiani il cui mandato resta confuso tra quello della guerra più o meno guerreggiata e quello della missione di pace. Una confusione pericolosa e, a quanto risulta ad “Afgana”, sempre più difficile da comprendere per la società civile sia dell'Italia sia dell'Afghanistan.