CALL FOR PAPERS: IL RUOLO DELLA SOCIETA' CIVILE IN ASIA 16/7/10

LE FIRME SUL DOCUMENTO DI AFGANA AL 28/06/2010

AFGANA E GLI AFGANI ALLA PERUGIA ASSISI 16/5/10

EMERGENCY, "AFGANA" CHIEDE INTERVENTO RAPPRESENTANTE UE E CHIAREZZA SU RUOLO NATO 12/4/10

AFGANA/ DL MISSIONI, ACCOGLIMENTO ODG SENATO 24/2/10

CAMERA ODG AFGHANISTAN SU "AFGANA" 9/2/10

UNA LETTERA AI PARLAMENTARI DALLA RETE DI "AFGANA" 27/1/10

THE COST OF WAR 21/11/09

AFGANA.ORG, OP/ED AND REPORT /RESOCONTI E COMMENTI 28/7/09

NATO SHOULD "COME CLEAN" ON WHITE PHOSPHORUS 8/5/09

AFGHANISTAN: L'ORA DI DIRE CHE IL “RE E' NUDO” 31/3/09

AFGHANISTAN, EXIT STRATEGY. MA PER LE ONG 18/2/09

LE ONG DEVONO FARE LE VALIGE? UNA NOTIZIA CHE SGOMENTA “AFGANA” 18/2/09

US PAYS 40.000 TO RELATIVES OF AFGHANS KILLED 27/1/09

DECRETO MISSIONI, LA MEZZA VITTORIA DELLA SOCIETA' CIVILE (com.stampa di Afgana) 20/1/09

AFGANA/ DL MISSIONI, ACCOGLIMENTO ODG SENATO 24/2/10

Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 341 del 24/02/2010
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° gennaio 2010, n. 1, recante disposizioni urgenti per la proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia e disposizioni urgenti per l'attivazione del Servizio europeo per l'azione esterna e per l'Amministrazione della Difesa

(vedi parte in grassetto)

Mercoledi' 24 Febbraio 2010

Ordini del giorno presentati da Italia di Valori

G1.100
CAFORIO, PEDICA, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PERDUCA (*)
Non posto in votazione (**)
Il Senato,
        premesso che:
            il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, in una relazione presentata alla stampa lo scorso 4 gennaio, ha affermato che la nomina di un responsabile civile di alto rango nell'ambito della missione Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza in Afghanistan), sotto comando Nato, «permetterebbe di coordinare meglio l'azione politica e di sviluppo che conduce, in particolare, tramite i suoi gruppi di ricostruzione provinciali (Prt) e di allineare meglio questa azione su piani e priorità degli afgani nelle varie province»;
            il suo Rappresentante Speciale per l'Afghanistan e Capo della UNAMA, il norvegese Kai Eide (dimissionario in anticipo sulla sua scadenza naturale e sostituito in questi giorni da Staffan De Mistura, il quale ne prenderà il posto da marzo 2010), ha fatto il punto sul suo lavoro davanti al Consiglio di sicurezza l'8 gennaio scorso: il suo discorso è apparso ricco di spunti quando ha affermato, soprattutto, che la missione, se ostaggio della sola opzione militare, sarà destinata a fallire, sottolineando la necessità ormai di investire nel settore civile;
            nella fattispecie, si è soffermato sulla formazione dei cosiddetti «civil servant» - quei funzionari civili che attualmente saranno formati nel numero di 1700 dal National Institute for Management and Administration - ricordando che si tratta di un'istituzione con fondi insufficienti a fronte dell'esigenza, come affermano gli operatori delle Ong che sono impegnate in Afghanistan, di formarne almeno 16.000;
            la missione Unama, pur con tanti limiti, ha il pregio di aver fissato punti chiari che si auspica siano maggiormente presenti nell'agenda politica internazionale proprio per rafforzare quell'impegno nel settore civile a favore dello sviluppo, dell'occupazione e della ricostruzione;
            non va sottovalutata l'attuale situazione in cui versa l'Afghanistan, un paese semi privo di luce elettrica, di servizi sanitari essenziali e persino con problemi gravi di carestia e sotto alimentazione:
        impegna il Governo
            a adottare, nelle opportune sedi internazionali, ogni iniziativa utile volta a rafforzare e sostenere l'introduzione del cosiddetto «civilian surge», ovvero un più deciso coinvolgimento dell'azione civile sul piano della ricostruzione in questa regione.
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(*) Firma aggiunta in corso di seduta (radicale del PD)
(**) Accolto dal Governo
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G1.103
CAFORIO, PEDICA, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI
Non posto in votazione (*)
Il Senato,
        premesso che,
            appare sempre più urgente avviare un'approfondita riflessione sull'opportunità e sulla necessità di un maggior impegno civile in Afghanistan, al fine di sostenere la ricostruzione del paese e per soddisfare, almeno in parte, le necessità primarie della popolazione afgana, stremata da decenni di conflitto, anche nella considerazione sempre più diffusa tanto in alcuni ambienti militari, quanto in settori della Nato, che l'opzione militare non può essere di per se stessa sufficiente, da sola, a determinare un esito positivo della missione in Afghanistan;
            come messo in evidenza anche dalla relazione presentata dal responsabile di Unama l'8 gennaio 2010 di fronte al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, appare indispensabile, nel contesto attuale, un maggiore investimento nell'ambito sociale, dello sviluppo e della ricostruzione, con un'attenzione particolare al popolo afgano e alle sue esigenze particolari;
            secondo alcuni recenti sondaggi curati da organizzazioni non governative internazionali, tra cui Oxfam, secondo sette afgani su dieci le principali cause del conflitto sarebbero da ravvisarsi nella povertà e nel tasso di disoccupazione, mentre tra i principali fattori di debolezza indicati dai più attenti commentatori del contesto afgano viene di sovente indicata la fragilità, e talvolta la scarsa rappresentatività, delle istituzioni afgane;
            il coinvolgimento più ampio possibile di esponenti della società civile afgana, è pertanto un tassello fondamentale per una ricostruzione non solo materiale, ma anche morale, che necessità però di luoghi di incontro e di opportunità di scambi culturali, per poter costruire una rete di rapporti e legami in grado di contribuire a rafforzare indirettamente anche le deboli istituzioni afgane;
            l'articolo 1, comma 4, del provvedimento in esame prevede che, nell'ambito dello stanziamento per le iniziative di cooperazione in favore dell'Afghanistan, si provveda all'organizzazione di una conferenza regionale della società civile per l'Afghanistan, in collaborazione con la rete di organizzazioni non governative «Afgana»;
        impegna il Governo,
            per il tramite della rete di organizzazioni non governative denominata «Afgana», a sostenere il progetto della realizzazione di una «casa della società civile» a Kabul, un vero e proprio centro culturale, che permetta di sviluppare gli spunti e le valutazioni che verranno proposti nella conferenza regionale della società civile per l'Afghanistan, di cui all'articolo 1, comma 4 del presente decreto.

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(*) Accolto dal Governo