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Di seguito le risposte che ci sono arrivate all'appello di Afgana, Associazione Ilaria Alpi e 46mo Parallelo

Firma l'appello

Leggi le adesioni di cittadini e associazioni

Aggiornato il

Sabato 23 Febbraio 2013

Pasquale Indulgenza, candidato alla Camera in Liguria per Rivoluzione civile

Aderisco e sottoscrivo l'appello, condvidendone princìpi e impegni.


Pasquale Pugliese, candidato indipendente in Sinistra Ecologia e Libertà – Emilia Romagna, Camera

Cari amici,

da che parte sto? Sempre dalla stessa parte, dalla parte della pace e del ripudio della guerra e della sua preparazione. Non solo, sto anche dalla parte della costruzione e della preparazione delle alternative alla guerra fondate sulla cultura, la politica e il metodo della nonviolenza. Sto da questa parte adesso, in questa campagna elettorale che, pur volgendo al termine, stenta a mettere al centro i temi fondamentali; stavo da questa parte prima, nei vent’anni e passa di attivismo nel movimento per la pace; starò da questa parte dopo, da segretario nazionale del Movimento Nonviolento di Aldo Capitini.

Non solo sono contrario all’acquisto dei caccia F35 e dei sommergibili U212, ma sono per il taglio drastico delle spese per tutti gli armamenti e per la messa al bando delle armi nucleari. Per questo sono impegnato nella campagna nazionale “Taglia le ali alle armi” e nelle Rete Italiana per il Disarmo. Il denaro risparmiato dall’acquisto di questi strumenti di morte, va investito nella difesa dalle reali minacce alla sicurezza dei cittadini: povertà, precarietà, disoccupazione, analfabetismo, dispersione scolastica, mafie. Va investito, inoltre, nel finanziamento del Servizio Civile Nazionale come diritto universale, per la Difesa civile non armata e nonviolenta della Patria, come previsto dal nostro ordinamento. E infine, nella buona cooperazione internazionale quale motore fondamentale della politica estera del Paese. Riaffermando insomma il principio fondamentale del “ripudio della guerra”, invece che della Costituzione.

Il primo passo urgente perché ciò avvenga è naturalmente la non concretizzazione della delega sulla “riforma dello strumento militare” voluta fortemente dall’ammiraglio-ministro Di Paola, non approvandone i regolamenti attuativi e riaprendo la discussione, nel nuovo Parlamento e nella società civile, per ridefinire un nuovo modello di difesa del Paese – difensivo e che comprenda la difesa civile - coerente con l’art.11 della Costituzione italiana. Primo passo per il superamento definitivo dell’esercito, seguendo l’esempio virtuoso del Costa Rica.

Non solo sono contrario a contrastare traffici illeciti di armi che trasformano in guerre i conflitti locali, ma sono per il rispetto rigoroso dei divieti all’esportazione di sistemi militari e di armi leggere previsti dalla legge n. 185 del 1990. Come primo passo intermedio per la dichiarazione di tutte le armi come “beni illegittimi”.

Credo che debba essere completamente ridefinita la politica internazionale del nostro Paese, sia su un piano globale che mediterraneo. Volgendola al ridimensionamento del ruolo della Nato ed alla democratizzazione e alla ripresa di un ruolo centrale delle Nazioni Unite, dotate di una vera forza di polizia internazionale; alla costruzione degli Stati Uniti d’Europa, dotate di un Corpo Civile di Pace, come preconizzava Alex Langer; ad ruolo di promozione attiva di buona convivenza e di nuove relazioni culturali – ancor prima che politiche ed economiche – nel bacino del Mediterraneo e nel vicino Oriente. A tal fine, credo che non solo debba essere resa nota l’agenda del ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan e dagli altri fronti di guerra, ma che il ritiro debba essere immediato e che il nostro Paese non debba più essere trascinato in ulteriori missioni di guerra. Piuttosto diventare promotore di interventi civili di pace – ossia di prevenzione, interposizione, mediazione, riconciliazione, cooperazione - attraverso forze preparate, professionali e volontarie, rispettose dei diritti umani. A cominciare del diritto alla pace.

Grazie per il vostro impegno.

Circolo SEL Ilaria Alpi-Miran Hrovatin Forlimpopoli.Bertinoro (FC)
il coordinatore Enzo Battaglia


-Siete favorevoli o contrari all'acquisto degli F35 e dei due sommergibili U212? Se no, come intendete investire il denaro risparmiato? Se si, quale sarà l’impiego operativo di questi acquisti?
Risposta: Il nostro Circolo è assolutamente contrario. Ricordo la nostra campagna del 2012, nella quale abbiamo raccolto centinaia di firme per questa iniziativa nazionale “Taglia le ali alle armi”, promossa come SEL in collaborazione con altre Associazioni nazionali, quali Tavolo per la Pace, Unimondo, ecc… Firme che abbiamo inviato al Governo, al Parlamento ed alla Presidenza della Repubblica.

-Siete favorevoli o contrari a ridiscutere e cambiare la legge Di Paola, che permette al Ministero della Difesa di spendere fuori dal controllo parlamentare?
Risposta: Siamo contrari che in una Repubblica Parlamentare le decisioni siano prese in modo avulso dalla volontà popolare e non nella sede propria, il Parlamento.

-Siete favorevoli o contrari ad aumentare i fondi destinati alla cooperazione internazionale?
Risposta: Noi auspichiamo sempre che le uniche risoluzioni perseguite abbiano una valenza dell’ONU. Ci impegneremo perché i Fondi alle Cooperazioni internazionali, siano adeguate alle necessità, con l’auspicio che quanto prima possano procurare l’effetto benefico di cui il mondo necessita.

-Siete favorevoli o contrari a contrastare traffici illeciti di armi e altro che alimentano conflitti locali e che hanno “deciso” l’esecuzione di giornalisti coraggiosi come Ilaria Alpi e Miran Hrovatin?
Risposta: Siamo assolutamente favorevoli. Ricordo che abbiamo intitolato il nostro Circolo SEL, proprio a loro. Inoltre ci impegneremo da martedì successivo alle elezioni ad allestire una mostra ad Ilaria e Miran, in collaborazione con le famiglie e la Fondazione nazionale Ilaria Alpi.


-Siete favorevoli o contrari a ridefinire e rendere nota la politica dell’Italia nell’area mediterranea?
Risposta: La nostra politica nell’area del mediterraneo dovrebbe essere all’insegna della cooperazione, della pace e dello sviluppo, attuata in stretta collaborazione con i dettami dell’Onu e della Comunità europea.

-Siete favorevoli o contrari a rendere nota l'agenda del ritiro dall'Afghanistan e dagli altri scenari di guerra (Kosovo, Libano) dei nostri militari?
Risposta: Siamo favorevoli a sostenere le risoluzioni indicate dall’Onu, al fine di promuovere politiche di Pace nel Mondo, siamo altresì convinti dell’autodeterminazione di tutti i popoli della Terra, e perciò favorevoli al ritiro dei contingenti nazionali, così come sancito nella nostra Costituzione.

-Siete favorevoli o contrari a stabilire, in questi scenari di guerra, una eventuale quota di cooperazione civile per non abbandonare i Paesi?
Risposta: Siamo disponibili ad affiancare il dettame dell’Onu, il quale ha conoscenza delle specificità delle singole e complesse realtà. Il nostro auspicio è quello di un ritorno quanto prima a situazioni di Pace e non belligeranza fra tutti i popoli. Associazioni e/o Onlus, non governative sono da decenni impegnate nei vari Continenti a fini benefici e saremo sempre loro grati, per il prezioso e gratuito lavoro che compiono quotidianamente per la tutela della salute degli uomini.

-Siete favorevoli o contrari a considerare il rispetto dei “diritti umani”, così come sanciti dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, clausola indispensabile per qualsiasi operazione italiana (acquisito, vendita, investimento, cooperazione) all'estero pubblica o privata?
Risposta: Assolutamente favorevoli, così come è scritto nello Statuto nazionale del nostro Partito.

-Siete favorevoli o contrari ad un’azione di ristrutturazione e rilancio delle Nazioni Unite?
Risposta: Il nostro Partito, così come scritto nello Statuto nazionale, si impegna ad un’azione di impegno costante e continuativo ed il nostro Circolo, sta facendo altrettanto perseguendo da anni questa linea, con nostre pubblicazioni sia sulla stampa locale, sia attraverso il finanziamento di progetti mirati.

-Siete favorevoli o contrari a chiarire il ruolo della Nato e dei paesi membri sullo scenario internazionale?
Risposta: Per noi il ruolo della NATO dovrebbe essere assorbito dall’ONU. Solo con politiche di Pace, sviluppo e cooperazione tra i popoli, può esserci crescita e benessere tra i popoli…

-Siete favorevoli o contrari a stabilire che le decisioni di politica estera e di difesa contemplino maggiori spazi di dialogo istituzionalizzati per la società civile e i cittadini?
Risposta: Temi quali politica estera e difesa, sono assai delicati ed in questo inizio di nuovo millennio, troppo fragili… Siamo convinti che moderazione e rigore debbano prevalere su facili entusiasmi e/o boutade, ma al contempo, il Parlamento, così come prevede la nostra Costituzione, mai dovrà essere sostituito nel suo compito interno ed esterno di perseguire politiche di pace unite a reali forme di prevenzione necessarie al raggiungimento di tali obiettivi. E’ sempre opportuno ed auspicabile che l’intera società sia consapevolmente e scientemente in sintonia con le politiche espresse.


Gennaro Migliore, responsabile esteri di Sinistra Ecologia e Libertà

Ho letto con attenzione l’appello proposto dall’associazione Ilaria Alpi, Associazione 46esimo parallelo, Atlante delle Guerre e dei Conflitti e firmato da varie realtà non-governative e dell’associazionismo .
Con la presente desidero comunicare l’adesione mia personale e quella di Sinistra Ecologia e Libertà, di cui sono responsabile esteri.

La nostra proposta per la politica internazionale è fondata sull’opzione nonviolenta e mette al centro la costruzione della pace come progetto politico solidamente ancorato all'articolo 11 della Costituzione ed al progetto della nascita degli Stati Uniti d’Europa, come soggetto giurisdizionale delle politiche internazionali e di difesa. La nostra proposta fa contestualmente riferimento alla funzione terza, supra partes delle Nazioni Unite: solo così al principio della non-ingerenza possiamo contrapporre quello della responsabilità. Responsabilità di sostenere ogni sforzo politico e diplomatico per la risoluzione e per la prevenzione di conflitti e violazioni dei diritti dei popoli, responsabilità nel caratterizzare le proprie forme di partecipazione ad iniziative autorizzate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, attraverso la dimensione civile, di cooperazione, il sostegno alla diplomazia popolare e nonviolenta. La legalità internazionale, che solo l’ONU, nonostante i suoi attuali limiti può assicurare, sarà il nostro metro di giudizio in ogni situazione nella quale andrà valutato se e come sostenere gli sforzi della comunità internazionale per prevenire crimini contro l'umanità o contro le popolazioni civili.

Allo stesso tempo siamo consapevoli che il perseguimento della pace come programma e progetto politico necessita di un approccio ampio, che metta in relazione le nostre proposte sulla nonviolenza, e la prevenzione dei conflitti, il disarmo e la riduzione delle spese militari, con le nostre proposte programmatiche sull'Europa e su una nuova cooperazione ed un nuovo partenariato tra i popoli. Questi punti sono intimamente connessi l'uno con l'altro, e si intrecciano indissolubilmente. Non potrà esserci un'opzione nonviolenta senza un rafforzamento delle attività di prevenzione e gestione diplomatica dei conflitti, senza il sostegno a corpi civili di pace, di diplomazia dal basso, senza politiche di cooperazione che affrontino le cause che sono alla radice dei conflitti stessi. Non potrà esserci cooperazione senza un rafforzamento delle risorse finanziarie che possono venire anche da un “dividendo di pace”, rilasciato dalla riduzione delle spese militari, e degli armamenti di ultima generazione in primis, Non potrà esserci una politica di pace e cooperazione senza un'Europa politica, senza gli Stati Uniti d'Europa.

Di seguito le nostre risposte ai vostri quesiti.

1
CONTRARI - Chiediamo la cancellazione del programma per la costruzione del cacciabombardiere di ultima generazione Joint Strike Fighter (F35) e dell’acquisto dei due U212, ed utilizzare i fondi così liberati in sostegno in particolare ad un piano per l'edilizia scolastica ed asili nido, per il rifacimento e la cura delle scuole nel paese. Inoltre chiederemo una “spending review” dei nuovi sistemi d'arma, da affidare alla Corte dei Conti per comprendere quali siano i gap o le carenze amministrative, e legislative da risolvere per recuperare la capacità di controllo ed indirizzo pubblico sulle scelte di acquisizione di sistemi d'arma.

2
FAVOREVOLI - Il recupero del ruolo centrale del Parlamento nella definizione delle strategie di sicurezza del paese e della conseguente definizione delle priorità di spesa e di dotazione di strumenti adeguati allo scopo è la chiave di volta per rompere la correlazione viziosa tra interessi dell'industria degli armamenti e politiche di difesa che spesso vengono definite “per default” dagli interessi delle imprese. Crediamo pertanto che sia fondamentale l’impegno in sede parlamentare per ridiscutere la riforma Di Paola, e ci adopereremo al fine di non far approvare i relativi regolamenti attuativi.

3
FAVOREVOLI - Accanto alla costruzione di un'architettura di “governo” e gestione della cooperazione, ed un processo di rimessa a punto delle analisi e delle elaborazioni, nonché di valorizzazione di buone pratiche e approcci alternativi, ed in vista della Conferenza dell'ONU del 2015, pensiamo sia urgente dar seguito agli impegni di spesa per la cooperazione internazionale, in linea con quanto concordato a livello europeo e non solo. Ci impegneremo affinché l'Italia tenga fede ai suoi impegni di stanziamento di fondi per la lotta alla povertà, sia a livello di cooperazione bilaterale che multilaterale, a partire dalla ricapitalizzazione del Fondo Globale contro Aids, Malaria, TBC

4
FAVOREVOLI -. L'Italia dovrà dotarsi di strumenti incisivi per il controllo, regolamentazione, e monitoraggio del commercio di armi, sulla base della legge 185/90 nel corso degli anni sottoposta a continue riletture volte ad indebolirne l'efficacia. (La 185/90 tra l’altro contempla anche l’adozione di programmi e progetti per la conversione dell'industria bellica in sostegno alla conversione ecologica dell'economia e la promozione della piena e buona occupazione). Stesso impegno verrà posto nel sostegno ad un Trattato Internazionale sul Commercio di Armi (ATT) presso le Nazioni Unite.

5
FAVOREVOLI - L'Italia dovrà insieme agli altri paesi dell'Unione Europea svolgere un ruolo di primo piano per il sostegno a processi di pace, prevenzione diplomatica e non violenta dei conflitti, sostegno a corpi civili di pace, con particolare attenzione al Mediterraneo e Medio Oriente. Il governo di centrosinistra sosterrà la creazione di un' Agenzia Euromediterranea per la pace e la solidarietà internazionale che possa operare in supporto a processi di peace-building, mediazione ed interposizione nonviolenta in zone di conflitto, prevenzione dei conflitti e promozione e tutela dei diritti umani delle popolazioni civili.


6
Siamo favorevoli al ritiro immediato e comunque entro il 2013 delle truppe italiane dall’Afghanistan, mentre sulla partecipazione alla missione KFRO in Kosovo crediamo si debba svolgere una valutazione in sede parlamentare per comprendere meglio se e come riconfigurare la presenza italiana in quell' area. Per quanto riguarda il Libano crediamo che la missione UNIFIL svolga un ruolo importante ed innovativo di interposizione, e mantenimento della pace riconosciuto da tutte le parti in conflitto, e che pertanto non possa qualificarsi, a differenza della missione in Afghanistan, come missione di guerra.


7
FAVOREVOLI – crediamo che nel caso dell’Afghanistan si debba rafforzare la cooperazione civile, in sostegno alle popolazioni, a processi di gestione nonviolenta dei conflitti, e di soddisfacimento dei bisogni primari. Lo stesso per quanto concerne altre aree di conflitto dove l’Italia dovrà essere presente dando massimo risalto alla cooperazione, al sostegno a politiche di riconciliazione, mediazione e diplomazia popolare.

8
FAVOREVOLI – Crediamo che i diritti umani (di prima, seconda e terza generazione) debbano essere una delle chiavi di volta e criterio di responsabilizzazione dell’Italia nel mondo. A partire dall’approccio fondati sui diritti umani per la cooperazione, fino a vincoli stringenti per il commercio di armi in paesi dove si violano i diritti umani, ed alle attività di sostegno ad investimenti privati, come ad esempio le attività di credito all’esportazione. La centralità dei diritti umani non deve però dare adito a forme di interventismo armato o imposizione dall’alto, ma ispirare politiche di sostegno alle popolazioni ed alle organizzazioni della società civile per rafforzare il loro protagonismo, tutelarne i diritti ed essere di complemento a iniziative politiche ed economiche verso i paesi che violano i diritti umani.

9
FAVOREVOLI – Rilanciamo una proposta di riforma dei modelli di governo globale e per la democratizzazione delle Nazioni Unite, attraverso una profonda revisione del funzionamento del Consiglio di Sicurezza e un ruolo più significativo dell'Assemblea Generale nel definire le iniziative relative alla pace ed alla giustizia internazionale. Lavorare per un contesto diverso, in cui troverebbe posto in prospettiva anche un rinnovato ruolo dell’Unione Europea , significa accrescere l’’importanza, anche nel mantenimento della pace, delle organizzazioni regionali a livello continentale (Unione Africana, Organizzazione degli Stati Americani, Associazione delle Nazioni dell'Asia Sud-Orientale, Lega Araba) o sub-continentale.

10
FAVOREVOLI – Come primo passo chiederemo che l’italia segua l'esempio di altri paesi NATO che hanno deciso di non ospitare sul loro territorio nazionale ordigni nucleari tattici USA. Siamo per il disarmo nucleare, attraverso il sostegno ad una convenzione internazionale sulla messa al bando delle armi nucleari, la denuclearizzazione delle dottrine della NATO – partendo dall'abolizione degli accordi che permettono la dislocazione di armi nucleari tattiche USA nel territorio nazionale ed in Europa. Pensiamo che occorra rinegoziare le condizioni dell'alleanza e le disponibilità italiane di supporto all'attività militare della Nato definite nell'accordo bilaterale del 1954. Riteniamo inoltre urgente aprire un processo di ridiscussione della presenza di basi militari statunitensi sul territorio nazionale e di revisione partecipata del sistema delle servitù militari. In particolare SEL si impegna a ridiscutere la scelta del Muos.

11
FAVOREVOLI – Come primo passo proporremo la creazione di intergruppi alla Camera ed al Senato sui temi della pace, disarmo e cooperazione internazionale, che possano offrire uno spazio di interlocuzione ed elaborazione collettiva tra società civile, movimenti e parlamentari, per poi insieme mettere a punto iniziative e proposte di legge per assicurare un maggior protagonismo diretto della società civile e dei cittadini nella definizione delle decisioni di politica estera e di difesa

Flavio Lotti, candidato nella lista Rivoluzione Civile alla Camera in Toscana



1
Sono contrario all'acquisto degli F35 e dei due sommergibili U212. Gli obiettivi di questo appello sono stati i miei obiettivi da sempre. Rivoluzione Civile vuole bloccare tutti i programmi di acquisto di nuove armi, tagliare decisamente le spese militari e destinare le risorse risparmiate per affrontare nell’immediato l’emergenza sociale causata dalla crisi (nessuno deve essere lasciato solo) e nel medio termine per investire sulla scuola, sull’Università, sulla ricerca e quindi sul futuro dei giovani.

2
Contro la legge Di Paola che ipoteca più di 230 miliardi nei prossimi 12 anni mi sono battuto e continuerò a farlo. Il prossimo Parlamento deve riappropriarsi del diritto di riorganizzare in senso riduttivo le nostre forze armate tenuto conto della situazione internazionale e delle necessità di contenimento della spesa pubblica, mettendo fine agli sprechi, ai privilegi e agli scandali che investono la Difesa e riducendo le basi militari americane presenti sul nostro territorio, a partire dalla base di Vicenza.

3
Sono certamente favorevole. Noi dobbiamo aumentare in modo significativo le risorse ma anche progettare e organizzare il Sistema-Italia della cooperazione internazionale approvando una nuova legge e promuovendo la cooperazione comunitaria, partecipata e diffusa. Dobbiamo reinserire l’Italia nella comunità delle nazioni che cooperano per la soluzione dei gravi problemi globali aperti (fame, miseria, ambiente, diritti umani, democrazia…), per la prevenzione dei conflitti e la loro risoluzione pacifica, per un’economia di giustizia, per l’equa gestione dei beni comuni globali e che vogliono costruire nuovi rapporti di giustizia e fratellanza tra gli stati e tra i popoli.

4
Sono favorevole. Dobbiamo difendere e rafforzare la legge 185/90 sul commercio delle armi dell’Italia aumentando le misure per la trasparenza e gli strumenti di limitazione e controllo. Il “Rapporto del Presidente del Consiglio sui lineamenti di politica del Governo in materia di esportazione, importazione e transito dei materiali d’armamento” deve avere la massima completezza e trasparenza. Le norme dell’Italia devono diventare anche le norme dell’Europa e dell’intera comunità internazionale.
Rivoluzione Civile si batte per fermare la corsa al riarmo, in forte aumento nell’Unione Europea, e si oppone alla vendita di armi, aumentata del 18% nel 2012, e indirizzata specialmente a Paesi in guerra come quelli del Medio Oriente.
Grande attenzione deve essere messa anche sul grande tema delle armi leggere. Nonostante un’apposita raccomandazione dell’Unione Europea, il nostro paese è uno dei pochi a non disporre di una legge sull’intermediazione e il cosiddetto brokeraggio di armi (cioè il ruolo dei trafficanti e dei venditori) che ovviamente è molto più facile e possiede impatti molto più negativi proprio nel campo delle piccole armi. E’ importante arrivare ad alti standard di controllo e di regolamentazione del mercato italiano (interno e soprattutto estero) delle armi leggere.

5
Sono favorevole.
La grande onda del cambiamento che sta ridisegnando il Mediterraneo richiede la nostra attenzione urgente. Siamo dentro ad una fase transitoria molto pericolosa. C’è la possibilità di un disastro totale. E cioè che non ci sia né democrazia né stabilità nel Mediterraneo.
Non abbiamo dato nessun contributo per sostenere il successo della primavera araba. L’assenza dell’Italia e dell’Europa ha pesato e continuerà a pesare negativamente sulla primavera araba. Stiamo perdendo una grande opportunità.
Dobbiamo avere una politica per il Mediterraneo. Il Mediterraneo può e deve essere per noi un grande laboratorio di nuova politica. Dobbiamo ridefinire il nostro rapporto con gli altri, con i nostri vicini e impegnarci a costruire nuove relazioni internazionali democratiche.
L’Italia deve impegnarsi a costruire la Comunità del Mediterraneo che trasformi quest’area di grandi crisi e tensioni in un mare di pace e benessere per tutti. Dobbiamo seguire il modello del processo di Helsinki. A partire da quattro grandi nodi: Pace e diritti umani; Beni comuni: acqua, energia, cibo (bisogni di base), ambiente, salute…; Lavoro e integrazione economica; Giovani (e mobilità).

6
Sono favorevole. Rivoluzione civile chiede l’immediato ritiro dei soldati italiani dall’Afghanistan. In 11 anni l’Italia ha speso ben 4 miliardi e 263 milioni di euro per partecipare ad una guerra che non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi. Ora basta. Restare ancora in Afghanistan, dopo 12 anni di guerra, con più di 3000 soldati, non serve a nulla né sul piano militare né su quello politico.

Ecco cosa deve fare l’Italia:
1.definire e attuare immediatamente il piano per il ritiro del contingente militare italiano;
2.contribuire alla messa a punto di una strategia della comunità internazionale per l’Afghanistan e l’intera regione non più basata sul paradigma della “sicurezza militare” ma quello della “sicurezza umana”;
3.destinare almeno il trenta percento delle risorse risparmiate con il ritiro del contingente militare alla promozione della sicurezza umana in Afghanistan (come proposto da Afgana);
4.raccogliere la domanda pressante dei familiari delle vittime afgane della guerra e del terrorismo di riconoscimento, ascolto, giustizia, sostegno e risarcimento;
5.investire sulle organizzazioni democratiche della società civile afgana consentendogli di organizzarsi e rafforzarsi, promuovendo il loro riconoscimento politico a tutti i livelli, allargando il loro spazio d’azione, rafforzando la loro voce, sostenendo i loro programmi di riconciliazione dal basso, di difesa e promozione dei diritti umani e della democrazia, di formazione e informazione indipendente.

7
Sono favorevole. Come ho già detto l’Italia deve:
destinare almeno il trenta percento delle risorse risparmiate con il ritiro del contingente militare alla promozione della sicurezza umana in Afghanistan (come proposto da Afgana);
raccogliere la domanda pressante dei familiari delle vittime afgane della guerra e del terrorismo di riconoscimento, ascolto, giustizia, sostegno e risarcimento;
investire sulle organizzazioni democratiche della società civile afgana consentendogli di organizzarsi e rafforzarsi, promuovendo il loro riconoscimento politico a tutti i livelli, allargando il loro spazio d’azione, rafforzando la loro voce, sostenendo i loro programmi di riconciliazione dal basso, di difesa e promozione dei diritti umani e della democrazia, di formazione e informazione indipendente.

8
Sono favorevole. Il diritto internazionale dei diritti umani è la legge che dobbiamo seguire, rispettare e attuare, dentro e fuori i nostri confini. Solo così potremo trovare la strada giusta per uscire dalla crisi epocale in cui ci hanno gettato.


9
Sono favorevole. L’Italia si deve mettere alla testa di un movimento europeo e internazionale capace di salvare rafforzare e democratizzare le Nazioni Unite e ridando loro le risorse e gli strumenti per realizzare la propria missione. L’Italia si deve battere per il rafforzamento e la democratizzazione dell'Onu, per contrastare il processo di delegittimazione e ridimensionamento in atto, per accrescere la governabilità globale e promuovere la globalizzazione del diritto e dei diritti umani. Ecco alcune proposte concrete:

1) rendere tripartita la composizione delle delegazioni nazionali negli organismi Onu (Governo, Parlamento, organizzazioni della società civile o nongovernative) a cominciare dall'Assemblea Generale. Concretamente si potrebbe decidere che il prossimo anno all'Assemblea Generale parteciperà, oltre ai rappresentanti del governo e del Parlamento anche un rappresentante delle organizzazioni della società civile italiane.

2) aderire alla proposta di creazione di un efficace sistema di sicurezza collettiva internazionale contenuta nell'Agenda per la pace (art. 43 della Carta dell'Onu), mettendo a disposizione permanente dell'Onu una parte delle nostre forze armate che deve essere appositamente addestrata creando le strutture necessarie. La riorganizzazione delle nostre FFAA e del bilancio della difesa dovrebbero essere orientate in questa direzione.

3) sostenere in tutte le sedi internazionali il processo di riforma e democratizzazione dell'Onu con un'adeguata iniziativa politico-diplomatica centrata su quattro proposte:

a) la riforma del Consiglio di Sicurezza in senso rappresentativo e democratico. Sollecitare almeno la proclamazione una moratoria sull'uso del potere di veto in materia umanitaria e promuovere il controllo di legittimità sugli atti del Consiglio di Sicurezza;

b) la creazione di un'Assemblea Parlamentare delle Nazioni Unite. Il Parlamento europeo ha già espresso il proprio sostegno alla proposta: inizialmente sarebbe nominata dai Parlamenti nazionali e in futuro potrebbe essere eletta direttamente dai cittadini;

c) la revisione degli strumenti di governo, di controllo e di orientamento della politica economica mondiale (secondo le linee descritte dai rapporti sullo sviluppo umano - UNDP) e del rapporto con le Istituzioni di Bretton Woods (BM-FMI);

d) il potenziamento del ruolo delle organizzazioni nongovernative, a cominciare dall'istituzione di un Forum della Società civile da affiancare all'Assemblea Generale.

10
Sono favorevole. La Nato non ha più alcuna ragione di esistere. E’ uno di quei pezzi della guerra fredda di cui non ci siamo ancora liberati. Ci riusciremo se ci batteremo per passare dalla sicurezza militare alla sicurezza umana, dalla sicurezza nazionale alla sicurezza comune. La prima rivoluzione da fare è nella nostra cultura politica.
11
Sono favorevole. Ci attende un grande lavoro, molto difficile. Per questo io voglio introdurre un metodo nuovo. Dobbiamo imparare ad “agire come sistema paese” ovvero dobbiamo valorizzare e potenziare il contributo di tutti gli attori presenti nel nostro paese. Non è solo un problema tecnico di coordinamento. E’ l’approccio complessivo che deve cambiare. Questa è la principale innovazione che vogliamo introdurre in Italia. L’Italia dispone di un vasto tessuto di attori protagonisti di percorsi e processi di cooperazione internazionale, di pace, di solidarietà che, se realmente valorizzati, possono consentire all’Italia di re-inserirsi pienamente nella comunità internazionale che coopera.

Rivoluzione Civile vuole aprire le porte del Parlamento e del governo alla società civile responsabile e agli enti locali impegnati per la pace e i diritti umani. Ci impegniamo a creare una sede permanente in cui ci sia ascolto (segnalazioni, denunce, proposte), dialogo e collaborazione sulle quattro grandi questioni del nostro tempo: lotta alla povertà, prevenzione e risoluzione dei conflitti, diritti umani e democrazia internazionale.




Fabio Pipinato, candidato in Trentino Alto Adige per "Scelta civica con MONTI per l'Italia"


Ho ricevuto la vostra cortese e stamani mi sono riservato del tempo per rispondere. Con dispiacere trovo che le risposte sono ON - OFF e quindi favorevoli o contrari. Non v'è spazio per l'approffondimento. Mi trovo, quindi, in seria difficoltà.
Ogni risposta, per me, corrisponde ad una tesi che, mi sembra, non vogliate. Vi serve di più un SI o un NO.

Facciamo un esempio: favorevoli o contrari alla ristrutturazione delle Nazioni Unite?
Sono personalmente sempre favorevole ad una riforma che s'adegui ai tempi ma bisogna capire come. Altri stakeholder sono favorevoli, come la BP e le holding anglofone del petrolio, ad una riforma delle Nazioni Unite che chiuda, per esempio, l'UNEP (United Nations Environment Programme) che sui disastri ambientali fa puntuali rapporti. Ora, se io dico SI rischio di assomare il mio SI a quello della BP.

Ma sono le modalità del questionario che non mi convincono. Vanno ad aumentare le distanze in campagna elettorale che già, tendenzialmente, si allontanano.
Ho scritto recentemente sulla mia pagina facebook riguardo un incontro che ho avuto in città con un conoscente. Alla domanda "come stai?" mi ha risposto con un "da che parte stai!" Non mi ha peraltro lasciato spazio per alcun aproffondimento.
Ebbene io, adesso, sto con "scelta civica" con molti SE ed altrettanti MA. Abito il mezzo, una zona grigia. Equidistante dal bianco e nero, i colori con i quali si vorrebbe dipingere la realtà. Non mi appartengono.

Detto ciò, non è venuta meno la stima nei vostri confronti.


Carla Cernigoi, candidata nella lista di Rivoluzione civile alla Camera nella regione Friuli Venezia Giulia

Avendo una decennale attività di militanza contro le guerre, gli interventi militari comunque mascherati, il riarmo e lo spreco di risorse che vengono usate non per migliorare la vita delle persone ma per raffinare i metodi per ammazzare la gente e distruggere il territorio circostante, non ho alcun dubbio sulle risposte da dare alle vostre domande. Ovviamente sono contraria all'aumento delle spese militari, ed invece favorevole ad operare dei tagli su esse, dove le risorse che verrebbero recuperate in termini monetari, ma anche di personale, potrebbe andare a coprire sia le spese sociali, sia, per i mezzi tecnici che l'esercito ha a disposizione, la tutela del territorio quando si tratti di mettere riparo al dissesto idrogeologico frutto delle dissennate politiche speculative degli ultimi anni.
Sono dell'opinione che è necessario ritirare i nostri eserciti da tutti gli scenari di guerra, e se aiuto vogliamo offrire, offriamolo in termini di aiuti allo sviluppo tramite cooperazione internazionale.
Sono favorevole all'uscita dalla Nato ed ad una riforma delle Nazioni Unite, l'operato delle quali oggi come oggi sembra essere solo un giustificativo alle azioni della Nato stessa sullo scacchiere internazionale.
Naturalmente è necessario incentivare (magari usando per questo i fondi risparmiati col blocco delle spese militari) la lotta contro i traffici ed i trafficanti di armi, indagini che andranno coordinate con gli altri investigatori che indagano su terrorismi e criminalità organizzata.
Infine sono ovviamente favorevole al fatto che i cittadini debbano poter dire la loro opinione riguardo alle più importanti decisioni in politica estera e di difesa: ho ancora davanti agli occhi le maree di persone che erano contrarie all'intervento in Iraq, ciononostante il nostro esercito si è accodato agli altri ed ha aggredito quel Paese.



Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, candidato di Rivoluzione civile (Piemonte 1, Lombardia 2, Sicilia 1)

- Siete favorevoli o contrari all’acquisto degli F35 e dei due sommergibili U212? Se no, come intendete investire il denaro risparmiato? Se si, quale sarà l’impiego operativo di questi acquisti?
Siamo contrari all’acquisto di F35 e dei sommergibili U212. I soldi risparmiati vanno messi a disposizione per le politiche sociali.
- Siete favorevoli o contrari a ridiscutere e cambiare la legge Di Paola, che permette al Ministero della Difesa di spendere fuori dal controllo parlamentare?
Abbiamo manifestato contro la riforma Di Paola e ci batteremo per cambiarla.
- Siete favorevoli o contrari ad aumentare i fondi destinati alla cooperazione internazionale?
Siamo favorevoli all'aumento dei fondi per la cooperazione internazionale.
- Siete favorevoli o contrari a contrastare traffici illeciti di armi e altro che alimentano conflitti locali e che hanno “deciso” l’esecuzione di giornalisti coraggiosi come Ilaria Alpi e Miran Hrovatin?
Siamo per un vero ed efficace contrasto alla vendita di armi e a tutti i traffici illeciti che alimentano conflitti locali.
- Siete favorevoli o contrari a ridefinire e rendere nota la politica dell’Italia nell’area mediterranea?
Si. Vogliamo un’Italia che nel Mediterraneo giochi un ruolo autonomo e di pace, per il sostegno alla soluzione politica delle grandi questioni ancora aperte, come quelle del diritto all'autodeterminazione per i popoli palestinese, saharawi e kurdo.
- Siete favorevoli o contrari a rendere nota l’agenda del ritiro dall’Afghanistan e dagli altri scenari di guerra (Kosovo, Libano) dei nostri militari?
Siamo da sempre per il ritiro dall'Afghanistan e per il pieno rispetto dell'articolo 11 della nostra Costituzione.
- Siete favorevoli o contrari a stabilire, in questi scenari di guerra, una eventuale quota di cooperazione civile per non abbandonare i Paesi?
Favorevoli.
- Siete favorevoli o contrari a considerare il rispetto dei “diritti umani”, così come sanciti dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, clausola indispensabile per qualsiasi operazione italiana (acquisito, vendita, investimento, cooperazione) all’estero pubblica o privata?
Sì, siamo per il rispetto della Dichiarazione e per vincolare ad essa la politica di relazioni economiche del nostro paese.
- Siete favorevoli o contrari ad un’azione di ristrutturazione e rilancio delle Nazioni Unite?
Ci battiamo per una democratizzazione dell'Onu e per un suo rilancio, essendo la sua azione limitata dalle azioni unilaterali e fuori dai suoi principi attuate negli ultimi anni.
- Siete favorevoli o contrari a chiarire il ruolo della Nato e dei paesi membri sullo scenario internazionale?
Noi siamo per il superamento della Nato, delle alleanze militari e per un rafforzamento del ruolo dell’Onu.
- Siete favorevoli o contrari a stabilire che le decisioni di politica estera e di difesa contemplino maggiori spazi di dialogo istituzionalizzati per la società civile e i cittadini?
Sì, siamo favorevoli. In Italia si parla poco e male della politica internazionale. Occorre prevedere e creare spazi pubblici di dibattito e confronto, incluso attraverso il servizio pubblico radiotelevisivo.



Mario Galasso, Rimini 1964, risiedo a Riccione. Coordinatore di servizi educativi e socio sanitari della Cooperativa C.A.D. ha un lungo passato nel volontariato (Agesci, Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids “Lila”, Progetto Città – Cantiere Sociale -, Associazione Oscar Romero, …)e come amministratore pubblico. Candidato al Senato per Rivoluzione Civile

Siete favorevoli o contrari all'acquisto degli F35...

Assolutamente contrario, con gli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani ho partecipato a diversi incontri con i leader nazionali dei partiti per impedire questa sciagura. La settimana prima della votazione della legge delega al governo sulle forze armate ho incontrato Franceschini e i parlamentari del PD della commissione difesa della Camera come estremo tentativo. Il giorno della votazione, 11 dicembre 2012, ero fuori Montecitorio con le associazioni pacifiste a manifestare il mio dissenso. Senza ombra di dubbio le risorse le girerei nel sociale, scuola pubblica, sanità pubblica, incentivi per occupazione ad esempio lavori verdi.

Siete favorevoli o contrari a ridiscutere e cambiare la legge Di Paola...

Assolutamente favorevole: la legge Di Paola va rivista senza ombra di dubbio sia nei contenuti che nel controllo!

Siete favorevoli o contrari ad aumentare i fondi destinati alla cooperazione...

Sono contrario a queste missioni militari all’estero, mascherate da missioni di pace e favorevole a dirottare risorse alla cooperazione internazionale, quella vera, non quella mascherata nazionale che troppe volte risponde solo a logiche di potere e non al bisogno reale delle persone. Di ritorno da Kabul, dove sono stato con una delegazione di pace in occasione del decennale delle Torri Gemelle ma anche della guerra in Afghanistan, abbiamo cercato di comunicare che, se il nostro interesse vero fosse la popolazione afghana, basterebbe investire il 30% di quanto ci costa la missione militare per aiutare quel popolo riportando il 70% in Italia. Scegliere la pace conviene anche economicamente.

Siete favorevoli o contrari a contrastare traffici illeciti di armi....

Assolutamente favorevole.

Siete favorevoli o contrari a ridefinire e rendere nota la politica dell’Italia...

Assolutamente favorevole. L’Italia ha una conformazione geografica naturale che gli darebbe il diritto di giocare un ruolo da protagonista. Bisogna girare pagina ed iniziare a fare veramente politica estera ad oggi, haimè, abdicata alle missioni armate.

Siete favorevoli o contrari a rendere nota l'agenda del ritiro dall'Afghanistan...

Assolutamente favorevole, ribadisco, sono la vera politica estera e la cooperazione internazionale che devono contraddistinguere l’Italia.

Siete favorevoli o contrari a stabilire, in questi scenari di guerra, una eventuale quota di cooperazione civile...

Assolutamente si, l’ho già detto nelle domande sopra, i popoli non vanno lasciati soli ma vanno aiutati ad essere autonomi.

Siete favorevoli o contrari a considerare il rispetto dei “diritti umani”...

Assolutamente si!!!

Siete favorevoli o contrari ad un’azione di ristrutturazione e rilancio dell'Onu?

È assolutamente indispensabile!!! Siamo assolutamente in ritardo, le Nazioni Unite vanno riformate prima possibile.

Siete favorevoli o contrari a chiarire il ruolo della Nato e dei paesi membri sullo scenario internazionale?

La Nato è nata, al termine della seconda guerra mondiale, come contrapposizione nei confronti dell'altro paese vincitore della guerra, ossia l'Unione Sovietica con suoi Paesi satellite. Le condizioni che l’hanno istituita non esistono più per cui va assolutamente chiarito se ha ancora senso il Patto Atlantico o, come credo, debba essere rivisto, e forse chiuso, in un’ottica di rilanciare l’ONU.

Siete favorevoli o contrari a stabilire che le decisioni di politica estera e di difesa contemplino maggiori spazi di dialogo istituzionalizzati per la società civile e i cittadini?

È assolutamente indispensabile, siamo in una democrazia. Poi chi ha la maggioranza decide assumendosene oneri e onori.




Barbara Mangiapane, viareggina, è candidata alla Camera dei Deputati nella lista Rivoluzione Civile Ingroia. Iscritta al Partito dei Comunisti Italiani

1. Sono contraria all'acquisto degli F35 e dei due sommergibili U212. Le risorse risparmiate possono essere impiegate nell'istruzione pubblica e nella cooperazione internazionale.
2. Sono favorevole a ridiscutere e cambiare la legge Di Paola, per ridare al Parlamento il controllo sulla spesa della Difesa.
3. Sono favorevole ad aumentare i fondi destinati alla cooperazione internazionale, ed anche a rivedere il modello di cooperazione internazionale affinchè sia più funzionale alle esigenze delle popolazioni con le quali l'Italia coopera.
4. Sono favorevole a contrastare traffici illeciti di armi e latro che alimentano conflitti locali.
5. Sono favorevole a rendere nota l'agenda del ritiro dall'Afghanistan e dagli altri scenari di guerra dei militari italiani.
6. Sono favorevole a stabilire in questi scenari di guerra una quota di cooperazione civile per non abbandonare i Paesi a se stessi.
7. Sono favorevole a considerare il rispetto dei "diritti umani" quale clausola indispensabile per qualsiasi operazione italiana (acquisto, vendita, investimento, cooperazione) all'estero pubblica o privata a due condizioni: 1. che la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo venga ridiscussa e sia veramente patrimonio di tutti i popoli del mondo, non solo frutto del pensiero occidentale e antropocentrico; 2. che questa clausola venga applicata a TUTTI GLI STATI DEL MONDO, cd Stati occidentali in primis.
8. Sono favorevole ad un'azione di ristrutturazione e rilancio delle Nazioni Unite.
9. Sono favorevole a chiarire il ruolo della NATO sullo scenario internazionale nella direzione di uno sciogliemento della NATO stessa così come di tutti i trattati militari d'area. Sono inoltre favorevole alla chiusura della basi militari della Nato in Italia.
10. Sono favorevole a stabilire che le decisioni di politica estera e difesa contemplino maggiori spazi di dialogo istituzionalizzati per la società civile e i cittadini, a partire dalla presenza delle basi militari nel nostro Paese.



Giulio Marcon, nato a Roma nel 1959 sono originario della provincia di Gorizia, candidato di Sinistra Ecologia Libertà alla Camera nel collegio Veneto II. Collabora col quotidiano il manifesto, la rivista Lo Straniero e con Sbilanciamoci. E' responsabile delle Edizioni dell’Asino

Le scelte su cui i promotori dell’appello interrogano i candidati non sono soltanto “all’ordine del giorno”, come recita l’appello, ma sono urgenti. Urgenti per capire l’orientamento che l’Italia vuole assumere nel nuovo contesto internazionale, e per capire con quali strumenti vuole affermare questo orientamento. Finora la politica estera italiana è stata subalterna alla politica della “difesa”, ha scontato una cultura militarista che scambia l’aggressione per l’affermazione del diritto, la guerra per la tutela dagli abusi. Se sul piano economico è tempo di archiviare le politiche neoliberiste, sul piano internazionale è tempo di archiviare le politiche militariste, sostituendo le armi con la diplomazia, gli interventi bellici con la prevenzione e la risoluzione pacifica dei conflitti. Allo sguardo di corto respiro, che invoca l’emergenza e prova a imporre quella armata come l’unica scelta plausibile, occorre sostituire uno sguardo di ampio respiro. Per farlo, bisogna puntare sulla cooperazione internazionale, rendendone certi e aumentandone i finanziamenti; consolidare il dialogo tra la società civile italiana e quella di altri paesi, in particolare dell’area mediterranea; affiancare la difesa civile a quella militare, cominciando dall’istituzione dei Corpi Civili di Pace e dal sostegno al Servizio Civile Nazionale come diritto universale; condizionare gli accordi commerciali al rispetto e alla tutela non soltanto formale dei Diritti umani; assumere le Nazioni Unite, riconfigurate secondo un principio di equità e rappresentanza troppe volte stravolto, come vero spazio legittimo di discussione internazionale. Per fare tutto questo non serve soltanto una diverse sensibilità politica, ma anche le giuste risorse. E’ anche per questo che chiediamo il drastico taglio delle spese militari, non solo contro i cacciabombardieri F-35, sui quali da anni conduciamo una battaglia insieme a tanti altri esponenti della società civile: il rigore, per adottare l’ormai noto slogan di Monti, andrebbe applicato non ai lavoratori, ai pensionati, agli insegnanti, ai precari, ma alla corporazione dei militari, che in questi anni – nonostante la crisi – è stata a malapena sfiorata dai tagli alla spesa pubblica. Una corporazione che è un autentico “dinosauro”: oltre 180mila addetti di cui più della metà sono comandanti (ufficiali e sottufficiali) rispetto ai comandati, che sono la minoranza. Abbiamo in proporzione più generali dell’esercito degli Stati Uniti: noi 550 su 180mila addetti, loro 800 su un numero di soldati però dieci volte superiore. Una corporazione che ha un bilancio di 25 volte superiore a quello delle politiche sociali. E che in questi anni ci ha fatto spendere centinaia di milioni di euro per delle inutili portaerei in ossequio a due ragioni fondamentali: gli interessi dell’industria militare e il “prestigio” (la portaerei fa “status”). E' tempo di sostituire la politica estera fondata sul militarismo con una politica estera che abbia come obiettivi la cooperazione e la pace.